Targhe professionali (U): chi può usarle e per quali tragitti?  

Chi viaggia spesso sulle strade avrà di certo già notato delle targhe che terminano con la lettera U.
Solitamente chiamate «U» o «di prova», la loro denominazione ufficiale è «targhe professionali». Ma chi può effettivamente usarle e per quali tragitti? In questo articolo facciamo chiarezza sulle targhe professionali, spiegando chi può guidare i veicoli che ne sono provvisti e per quali scopi.

Le persone che possono circolare con la targa professionale e gli usi consentiti sono elencati nell’ordinanza del 20 novembre 19592 sull’assicurazione dei veicoli (OAV). Entrambi gli elenchi sono esaustivi.  

Possono guidare veicoli muniti di targa professionale esclusivamente le seguenti persone:  

  • titolari o impiegati dell’azienda (officine o saloni); 
  • congiunti dei titolari o dei dirigenti dell’azienda, se vivono in comunione domestica con essi;  
  • altre persone incaricate dal titolare o dal dirigente dell’azienda (l’autorizzazione scritta va conservata nel veicolo), se il trasferimento di un veicolo è effettuato nell’interesse dell’azienda; 
  • potenziali acquirenti. 

Queste persone sono autorizzate a utilizzare le targhe professionali per gli scopi seguenti:  

  • trainare veicoli o soccorrerli in caso di panne; 
  • provare veicoli su cui sono state eseguite riparazioni e trasformazioni; 
  • provare veicoli nuovi (da parte del costruttore o dell’importatore); 
  • consentire a esperti di esaminare veicoli; 
  • presentare veicoli all’esame ufficiale (e i tragitti necessari); 
  • altri viaggi a titolo gratuito. 

Il potenziale acquirente Mario Rossi può quindi provare l’auto dei suoi sogni usando le targhe U. Se la sua auto ha un guasto e deve essere trainata, il servizio di assistenza stradale può apporre le targhe U e trasportarla all’officina più vicina. Al termine della riparazione l’officina può applicare le proprie targhe U e fare un giro di prova con il veicolo. Infine, il dipendente dell’officina può portare l’auto riparata, sempre munita di targhe U, al domicilio del signor Rossi. Tutto questo non è un problema.  

Quello che non si può fare è partire per un’escursione durante il fine settimana o recarsi all’outlet più vicino per fare shopping. Anche in presenza dell’autorizzazione dell’officina o del salone, manca l’interesse di questi ultimi per tale tragitto, che non può nemmeno essere definito un trasferimento.  

E all’estero?  

Ai veicoli circolanti in ambito internazionale si applicano le disposizioni della Convenzione dell’8 novembre 19681 sulla circolazione stradale (Convenzione di Vienna), firmata sia dalla Svizzera che da tutti i Paesi confinanti e che disciplina la circolazione transfrontaliera. La Convenzione si applica inoltre agli altri Stati contraenti, che non confinano direttamente con la Svizzera. Per conoscere i Paesi che hanno aderito alla Convenzione, consultare il link seguente: https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1993/402_402_402/it#scope_u1

La Convenzione di Vienna stabilisce che i veicoli in circolazione internazionale devono essere, tra l’altro, immatricolati. Il certificato di immatricolazione (licenza di circolazione) deve contenere alcuni dati minimi, come ad esempio il numero di telaio e la data della prima messa in circolazione. Queste informazioni non sono riportate nella licenza di circolazione collettiva utilizzata per le targhe professionali. Di conseguenza, i veicoli con targhe U vengono bloccati già alla dogana, al passaggio della frontiera. I conducenti che attraversano comunque il confine con targhe U rischiano di essere fermati nel Paese e di ricevere una multa; nel peggiore dei casi, il veicolo e/o la licenza di condurre potrebbero essere ritirati per impedire il proseguimento del viaggio senza l’autorizzazione delle autorità.  

Peculiarità 

La Svizzera ha stipulato un accordo bilaterale con la Germania e l’Italia che consente l’attraversamento del confine con targhe professionali.  

Germania

Tra la Germania e la Svizzera è stato siglato un accordo di esecuzione secondo il quale entrambi i Paesi si impegnano ad accettare sul proprio territorio l’utilizzo provvisorio di targhe professionali dell’altro Stato. In virtù di tale accordo, un veicolo provvisto di targa U svizzera può quindi essere utilizzato in Germania, sebbene la licenza di circolazione collettiva non sia effettivamente conforme alla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale. L’accordo vale su tutto il territorio nazionale di entrambi gli Stati, senza limitazioni geografiche, ma si applica esclusivamente ai tragitti di prova e ai trasferimenti. I viaggi privati con targhe professionali svizzere non sono consentiti in Germania.  

Italia

L’accordo bilaterale tra la Svizzera e l’Italia consente di effettuare prove su strada e trasferimenti di veicoli nuovi di fabbrica dalla Svizzera all’Italia, ma entro un raggio massimo di 100 chilometri dalla frontiera.  

Anche in questo caso sono esclusi i viaggi privati.  

Paesi senza accordo bilaterale e che non rientrano nella Convenzione di Vienna 

La Spagna non ha aderito alla Convenzione di Vienna e non ha sottoscritto alcun accordo bilaterale con la Svizzera. Per le questioni relative alla circolazione internazionale tra Svizzera e Spagna si applica quindi la Convenzione internazionale del 24 aprile 19263 per la circolazione degli autoveicoli, la quale non si esprime esplicitamente sulle targhe professionali ma richiede un certificato internazionale per il veicolo, in cui deve essere riportato il numero del telaio. Poiché tale indicazione è assente nelle licenze di circolazione collettive, si può dedurre che in Spagna non sono consentiti viaggi con targhe professionali e si corre il rischio che venga negato l’attraversamento del confine o comminata una sanzione in un secondo momento (multa, sequestro del veicolo, ritiro della licenza di condurre).  

In conclusione, si può affermare che in Svizzera la circolazione con targhe professionali è consentita e assicurata con alcune restrizioni. Di norma, tuttavia, tali tragitti sono riservati alle aziende del settore dei veicoli a motore, per le quali sono state originariamente introdotte le targhe professionali.  

Quellen:
1.Convenzione dell’8 novembre 1968 sulla circolazione stradale (Convenzione di Vienna) https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/1993/402_402_402/it 

2.Ordinanza del 20 novembre 1959 sulla circolazione dei veicoli art. 24 Uso delle targhe e art. 25 Persone autorizzate 

3. Convenzione internazionale del 24 aprile 1926 per la circolazione degli autoveicoli https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/46/720_741_752/it 

2005–2025: XpertCenter festeggia il suo 20° anniversario

Recentemente il team di XpertCenter ha festeggiato insieme il suo 20° anniversario. Una bella opportunità per i collaboratori dei diversi reparti che hanno avuto l’occasione di incontrarsi e scambiare idee.

20 anni per svilupparsi e diversificarsi.


Alla sua fondazione, nel 2005, XpertCenter era composto esclusivamente dal reparto Motorbusiness.


Nel corso degli anni l’impresa ha ampliato la propria gamma di servizi nell’ambito della liquidazione e gestione dei sinistri includendovi i servizi di lotta alle frodi, gestione dei regressi, sinistri internazionali e liquidazione sinistri dalla A alla Z nonché Case Management e gestione della salute in azienda.


Questo sviluppo sottolinea il nostro impegno a favore di soluzioni complete e adeguate ai cambiamenti nel settore dei sinistri.

Veicoli autonomi in Svizzera e nei Paesi confinanti

Negli ultimi anni il tema dei veicoli a guida autonoma è diventato in tutto il mondo uno dei più significativi in termini di innovazione. Nel presente articolo viene illustrata la situazione attuale riguardante i veicoli autonomi in Svizzera e confrontata con gli sviluppi nei Paesi confinanti (Austria, Germania e Francia).

Iniziamo con un po’ di teoria per una migliore comprensione

La Society of Automotive Engineers ha definito cinque livelli di autonomia dei veicoli. Ogni livello descrive in che misura il veicolo è in grado di e può assumere le mansioni del conducente.1

LivelloAssistenzaEsempio
Livello 1Guida assistitaCruise control adattivo e assistente di mantenimento corsia
Livello 2Automazione parzialeSistema di assistenza al parcheggio
Livello 3Automazione condizionataL’auto guida, supera e frena in autonomia
Livello 4Automazione elevataL’auto è in grado di navigare autonomamente, il conducente interviene solo in caso di necessità
Livello 5Automazione totaleI passeggeri non svolgono più alcuna mansione da conducente

La situazione attuale dei veicoli autonomi in Svizzera

La Svizzera è un attore importante in Europa per quanto riguarda i progressi e le condizioni quadro legali concernenti i veicoli autonomi. Rispetto ad altri Paesi europei, la Svizzera ha un atteggiamento relativamente progressista nei confronti della tecnologia in materia di veicoli a guida autonoma.2 Il Paese ha creato un contesto normativo flessibile che consente alle imprese di sperimentare i veicoli autonomi in un ambiente controllato.

Quadro giuridico

Nel 2020, la revisione della legge sulla circolazione stradale ha permesso di creare una base legale per autorizzare test di veicoli autonomi senza conducente a bordo. La Svizzera persegue così un approccio graduale: inizialmente è possibile effettuare dei test a condizioni specifiche e in seguito procedere a un’introduzione più ampia. Una componente centrale del regolamento è l’utilizzo di veicoli dotati di sensori e sistemi di comunicazione all’avanguardia per garantire la sicurezza.

Nella sua seduta del 13 dicembre 2024, il Consiglio federale ha approvato inoltre un’ordinanza che disciplina la guida automatizzata.

Questa ordinanza sulla guida automatizzata in Svizzera, entrata in vigore il 1° marzo 2025, crea le condizioni quadro per vari casi applicativi riguardanti i veicoli a guida autonoma.3

Nell’ordinanza vengono regolamentati i tre casi applicativi di seguito elencati.

  1. Pilota automatico autostradale: i conducenti possono togliere le mani dal volante e dedicarsi ad altre attività, ma devono essere sempre pronti a riprendere il controllo del veicolo. I sistemi attuali non sono però ancora certificati in Svizzera.
  2. Veicoli senza conducente: l’ordinanza consente l’impiego di veicoli autonomi su determinati tratti di strada stabiliti. In Svizzera esistono già progetti pilota, come quello di Zurigo, che prevedono che le auto elettriche automatizzate si aggiungano alla circolazione pubblica.
  3. Parcheggio autonomo: questi sistemi consentono ai veicoli di parcheggiare autonomamente negli autosili senza la presenza di un conducente a bordo. Al momento esistono i primi sistemi autorizzati che però non possono essere ancora impiegati in Svizzera.

Sviluppo tecnologico

In Svizzera varie imprese sono attive nello sviluppo dei veicoli a guida autonoma. Una delle più note è la ditta Waymo che, in collaborazione con l’Università di Scienze Applicate Zurigo (ZHAW) e altri partner, sta lavorando proprio alla creazione di tali vetture. In città quali Zurigo e Ginevra vengono già attuati progetti pilota, nel corso dei quali vengono testati veicoli autonomi in aree limitate.

La Svizzera punta enormemente sulla collaborazione con imprese tecnologiche internazionali per sviluppare soluzioni innovative per la circolazione stradale. Un altro esempio è il progetto riguardante il bus navetta a guida autonoma a Sion, nel Vallese, che viene realizzato insieme ad AutoPostale e ad altri partner: i passeggeri possono raggiungere le proprie mete in un veicolo completamente automatizzato senza conducente a bordo.

Confronto con i Paesi confinanti

PaeseQuadro giuridicoSviluppo tecnologico
GermaniaLa Germania ha approvato nel 2017 la legge sulla guida autonoma, la quale stabilisce il quadro normativo per testare e impiegare i veicoli che si guidano da soli. 4 Essa consente alle auto senza conducente di circolare sulle strade pubbliche se tali vetture sono dotate di un cosiddetto «conducente d’emergenza» che, all’occorrenza, possa prendere il controllo del veicolo. La Germania pianifica tuttavia di compiere un ulteriore passo in avanti, autorizzando l’autonomia di livello 5 (automazione totale senza intervento umano), non appena la tecnologia lo renderà possibile.L’industria tedesca investe in misura considerevole nello sviluppo dei veicoli autonomi, sia attraverso cooperazioni internazionali, sia tramite progetti di ricerca e sviluppo nazionali. I veicoli a guida autonoma rappresentano un tema centrale dell’industria automobilistica tedesca. Città come Monaco e Stoccarda fungono da aree di prova per i progetti concernenti i veicoli a guida autonoma.
AustriaL’Austria consente attualmente di testare i veicoli autonomi sulle strade pubbliche, tuttavia solo a condizione che una persona possa riprendere il controllo della vettura in qualsiasi momento. La tecnologia non è ancora del tutto matura e l’Austria continua a testare vari aspetti della tecnica e dell’infrastruttura per garantire che i veicoli possano operare in tutta sicurezza nell’ambito della circolazione pubblica.5L’Austria punta sempre più su progetti pilota. A Vienna e Salisburgo, ad esempio, ci sono bus navetta a guida autonoma che percorrono tratte appositamente segnalate. Questi progetti servono a testare l’accettazione da parte della popolazione e a perfezionare la tecnologia.
FranceLa Francia ha adottato già nel 2016 un’ordinanza relativa ai test di veicoli a guida autonoma sulle strade pubbliche che consente la circolazione sperimentale di veicoli autonomi (di livello 5) a condizione che sia stata concessa un’autorizzazione.

Il codice della strada è stato modificato nel 2022 e permette ai veicoli dotati di un sistema di guida autonoma di circolare sulle strade francesi a determinate condizioni. Rientra ad esempio tra queste condizioni la presenza di una persona che possa assumere il controllo del veicolo in caso di necessità.
Anche in Francia ci sono numerosi progetti pilota. Degno di particolare nota è il bus navetta «EasyMile» che viene testato in diverse città francesi. La Francia persegue un approccio che mira all’integrazione dei veicoli autonomi nel sistema della circolazione pubblica al fine di sgravare il traffico urbano.

Conclusione

La Svizzera si è posizionata come Paese progressista nella regolamentazione e nello sviluppo dei veicoli autonomi, scegliendo un approccio pragmatico e graduale. Se pensiamo ai Paesi confinanti, si nota che ogni nazione stabilisce strategie normative e priorità tecnologiche differenti. Mentre la Svizzera e la Germania hanno continuato a compiere passi in avanti per quanto riguarda la legislazione, Paesi quali l’Austria e la Francia puntano maggiormente su progetti pilota per testare la tecnologia nell’ambito della circolazione pubblica.

Resta ancora da vedere come proseguirà lo sviluppo della tecnologia nei prossimi anni. È però chiaro che i veicoli a guida autonoma in Svizzera e nei Paesi confinanti giocheranno un ruolo sempre più importante nell’immediato futuro, sia nel traffico urbano sia in quello rurale.

Fonte
1. https://www.sae.org/standards/content/j3016_202104/

2. https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=80041

3. https://www.astra.admin.ch/astra/de/home/themen/intelligente-mobilitaet/automatisiertes-fahren.html

4. https://www.bmv.de/SharedDocs/DE/Artikel/DG/gesetz-zum-autonomen-fahren.html
https://dserver.bundestag.de/btd/19/274/1927439.pdf

5. https://www.oesterreich.gv.at/de/themen/mobilitaet/kfz/Seite.061910

Veicolo a noleggio o in prestito: quali sono le differenze?

È tempo di vacanze: ultimamente, almeno da quando c’è stata la pandemia di Coronavirus e i prezzi dei voli sono aumentati, si è riscoperto il piacere di viaggiare in auto. Chi non possiede un veicolo proprio può noleggiarlo oppure prenderlo in prestito. Tuttavia, ci sono alcuni punti importanti e alcune differenze essenziali di cui tenere conto. In questo blog rispondiamo a varie domande, ad esempio su chi può guidare il veicolo, su chi paga per i danni oppure sugli aspetti a cui bisogna prestare particolare attenzione.

Chi può guidare il veicolo?

Veicolo a noleggio
Di norma soltanto il conducente indicato nel contratto di noleggio può guidare il veicolo. Spesso i conducenti devono avere almeno 21 anni, sebbene alcuni offerenti di servizi di autonoleggio richiedano un’età minima di 25 anni per determinate categorie di veicoli (ad es. veicoli di lusso o fuoristrada).
Chi prende a noleggio il veicolo deve di solito essere in possesso di una licenza di condurre valida, rilasciata da almeno un anno. I conducenti stranieri dovrebbero avere una patente internazionale, in particolare se guidano al di fuori della loro madrepatria e se il documento non è stato rilasciato in una delle lingue nazionali. Ciò facilita la comunicazione nel caso di un controllo.
Veicolo in prestito
Se in Svizzera si prende in prestito da un amico o da un conoscente un veicolo immatricolato in questo Paese e si è in possesso di una licenza di condurre svizzera valida, in linea di principio non ci sono problemi. Non esiste alcun limite di età per il conducente.
Va prestata attenzione se il veicolo è immatricolato all’estero. Le disposizioni doganali e fiscali in vigore prevedono che un veicolo immatricolato all’estero non possa essere guidato in Svizzera con una licenza di condurre svizzera, a meno che il conducente non sia il detentore del veicolo. Un eventuale controllo da parte della polizia può risultare in multe salate.
Tuttavia, una persona con una licenza di condurre straniera può guidare in Svizzera un veicolo immatricolato in questo Paese. In linea di principio, una licenza di condurre straniera viene infatti riconosciuta in Svizzera fintanto che è valida. Ciò vale di norma per le licenze di condurre rilasciate nei Paesi UE e AELS nonché per tanti altri Paesi. Raccomandiamo però una patente internazionale al fine di evitare problemi di comunicazione.


A quali aspetti bisogna prestare attenzione se si viaggia in un altro Paese?

Che si tratti di un veicolo a noleggio o in prestito, il poco amato adesivo «CH», non bello da vedere, è però realmente obbligatorio quando si viaggia all’estero con la propria auto. Ciò è sancito dalla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale (1968) e dall’articolo 45 dell’OETV (Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali). L’adesivo deve inoltre essere grande, perché quello piccolo non soddisfa i requisiti di legge.

Veicolo a noleggio
L’autorizzazione per viaggiare con un veicolo a noleggio in altri Paesi varia a seconda del fornitore di servizi di autonoleggio e delle condizioni di noleggio specifiche. Alcuni fornitori consentono di viaggiare in determinati Paesi, mentre altri lo proibiscono.
Se si decide di viaggiare in altri Paesi, bisognerebbe informarsi in anticipo sulle rispettive disposizioni di ingresso e condizioni assicurative. In alcuni casi può essere necessaria un’autorizzazione speciale da parte del fornitore di servizi di autonoleggio.
È importante controllare la polizza assicurativa, poiché la copertura potrebbe non essere valida in tutti i Paesi. A tal proposito rimandiamo al nostro blog «Carta internazionale di assicurazione veicoli a motore».
Veicolo in prestito
Si può attraversare il confine senza alcun problema e viaggiare col veicolo in un altro Paese. Anche in questo caso è necessario informarsi in anticipo sulle disposizioni di ingresso e portare con sé la carta internazionale di assicurazione veicoli a motore valida (nei Paesi confinanti è sufficiente la targa del veicolo come attestato d’assicurazione valido).
Se si va con il veicolo in un altro Paese, bisognerebbe informarsi sulle regole e le norme della circolazione stradale della nazione in cui si guida, poiché queste possono variare da Paese a Paese.
In linea di principio, il diritto applicabile in caso di infortunio è quello del Paese in cui si è verificato l’incidente. Questo può differire dal diritto della madrepatria.

Chi paga per i danni al veicolo?

Veicolo a noleggio
La persona che noleggia il veicolo, a condizione che non ci siano altri responsabili che debbano farsene carico. Tuttavia, le società di autonoleggio stabiliscono per lo più una franchigia molto alta ed escludono completamente alcune parti del veicolo (ad es. i cerchioni) dalla copertura assicurativa. Spesso è possibile concordare con la società di autonoleggio di ridurre la franchigia dietro sovrapprezzo; resta però sempre in essere una franchigia residua e il sovrapprezzo è molto caro. Nel frattempo sono state messe a punto soluzioni assicurative più economiche che, in caso di sinistro, si fanno completamente carico della franchigia per i veicoli a noleggio.
Veicolo in prestito
Se il veicolo dispone di un’assicurazione casco totale, questa può verificare l’assunzione del danno. Tuttavia, viene spesso applicata una franchigia contrattuale che deve essere poi pagata dalla persona che ha preso in prestito il veicolo. Può anche essere che il detentore del veicolo non voglia che il suo bilancio dei sinistri venga influenzato negativamente da un sinistro non causato da lui stesso. In tal caso, tutto il danno è a carico della persona che ha preso in prestito il veicolo. La maggior parte delle assicurazioni di responsabilità civile privata offre nella propria assicurazione di base o complementare la copertura per la guida occasionale di veicoli di terzi. La copertura è legata ad alcune condizioni come la guida occasionale e il prestito gratuito del veicolo. L’elenco non è esaustivo e varia a seconda dell’assicuratore.

Chi paga per danni a terzi causati da chi ha preso a noleggio o in prestito il veicolo?

Veicolo a noleggio
Anzitutto l’assicurazione responsabilità civile veicoli a motore della società di autonoleggio. Questa eserciterà tuttavia il diritto di regresso sulla persona che ha preso a noleggio il veicolo nella misura delle spese sostenute.
Veicolo in prestito
L’assicurazione responsabilità civile veicoli a motore del veicolo è tenuta a erogare prestazioni anticipate per i casi di sinistro della parte danneggiata che siano giustificati e comprovati per quanto riguarda la responsabilità civile. Un’eventuale franchigia prevista dal contratto e/o la perdita del bonus vengono assunte dalla copertura di responsabilità civile privata «Conducente occasionale di veicoli a motore di terzi» menzionata al punto precedente. Anche in questo caso, l’assicuratore di responsabilità civile privata può concordare contrattualmente delle esclusioni della copertura. Infine, l’importo scoperto deve essere saldato dalla persona che ha preso in prestito il veicolo.

A quali altri aspetti occorre prestare attenzione?

Veicolo a noleggio
La persona che ha preso a noleggio il veicolo dovrebbe informarsi sulle regole e sulle norme della circolazione stradale del Paese in cui viaggia, poiché queste possono essere diverse da Paese a Paese. In linea di principio, il diritto applicabile in caso di infortunio è quello del Paese in cui si è verificato l’incidente. Questo può differire dal diritto della madrepatria.
Alla riconsegna del veicolo, la persona che lo ha preso a noleggio dovrebbe assicurarsi che venga restituito nelle condizioni in cui era al momento del noleggio per evitare costi aggiuntivi.
È consigliabile controllare le condizioni specifiche del fornitore di servizi di autonoleggio prima della prenotazione al fine di scongiurare malintesi.
Veicolo in prestito
Le persone che trasferiscono il proprio domicilio permanentemente dalla Svizzera all’estero (o viceversa) hanno di norma 12 mesi di tempo per immatricolare il loro veicolo nel nuovo Paese. Durante lo stesso periodo andrebbe richiesta anche una nuova licenza di condurre rilasciata da quel Paese, a seconda delle relative disposizioni specifiche.

Importante!

L’elenco dei punti non è esaustivo e le basi legali possono variare. Si raccomanda di verificare la copertura assicurativa e di informarsi sulle disposizioni di legge in vigore prima di partire con un veicolo a noleggio o in prestito nonché prima di intraprendere un viaggio all’estero con il proprio veicolo o con uno di terzi.


Regolamento internazionale FIS

L’inverno è arrivato e sulle piste da sci si riversano amanti di attività sulla neve e sport invernali. La FIS (Federazione internazionale sci e snowboard) ha stabilito alcune regole per agevolare la coesistenza tra le varie discipline e le capacità individuali degli utenti presenti sulle piste. Queste regole servono a garantire la sicurezza, il divertimento e la correttezza sulle piste, indipendentemente dalle capacità di chi scia.

Le regole FIS, stabilite dalla Federazione internazionale sci e snowboard, sono, in tutto il mondo, alla base dello sci e delle relative competizioni sportive. Queste regole non determinano solo lo svolgimento delle competizioni, ma anche la sicurezza degli atleti, il fair play nelle gare e gli standard di esecuzione degli eventi. Inoltre, offrono svariate linee guida importanti per sciatori e snowboardisti nonché per lo svolgimento di queste attività invernali nel proprio tempo libero.

Per chi valgono le regole FIS?

Le regole FIS valgono per tutti gli utenti delle piste e per chi usufruisce dei mezzi di trasporto presenti nelle stazioni sciistiche, indipendentemente dalle varie discipline (alpino, nordico, freestyle, slitta, slittino, skeleton, ecc.). Esistono alcune eccezioni, come ad esempio le escursioni invernali e con racchette da neve, che non vengono regolate dalla FIS. Lo stesso vale anche per il fuori pista.


Quali aspetti vengono definiti dalle regole FIS?

Le regole FIS definiscono gli aspetti seguenti: 

Sicurezza
Un elemento centrale delle regole FIS è la sicurezza sulle piste. Consigliano a tutti gli appassionati di sport invernali di essere consapevoli dei rischi legati alle piste da sci. Ciò include l’utilizzo del casco da sci, specialmente per i bambini e i principianti, al fine di ridurre al minimo il rischio di lesioni alla testa. Inoltre, le regole includono consigli sul corretto comportamento sulle piste, come, ad esempio, mantenere le distanze dagli altri utenti e adattare la velocità in base alle situazioni.
Demarcazioni e preparazione delle piste
Le regole FIS stabiliscono come le piste devono essere demarcate e preparate. Questi standard hanno l’obiettivo di garantire un’esperienza sicura e piacevole per tutti gli sciatori. Le piste sono suddivise in diversi gradi di difficoltà, da facile a difficile, in modo da facilitare gli utenti nella ricerca dei percorsi più adeguati alle proprie capacità. Le chiare demarcazioni delle piste riducono al minimo il rischio di collisione e di infortunio.
Comportamento sulle piste
Le regole FIS promuovono inoltre un comportamento responsabile sulle piste. Ovvero; tutti gli utenti delle piste si rispettano a vicenda e si attengono alle regole FIS, che stabiliscono il comportamento corretto degli sportivi. Tra le regole di comportamento rientrano anche: evitare di effettuare bruschi cambi di direzione, sostare o attendere altri sciatori in posti sicuri, riconoscere e prevenire per tempo i pericoli.
La SUVA ha pubblicato sul proprio sito internet un pannello che spiega visivamente le 10 regole FIS. Link 
Utilizzo di sciovie e altri mezzi di trasporto.
Le regole FIS offrono anche dei consigli riguardanti l’utilizzo di sciovie e altri mezzi di trasporto nelle stazioni sciistiche. Queste linee guida hanno lo scopo di ottimizzare il trasporto di sciatori e, contemporaneamente, di fare in modo che tutti i passeggeri rispettino le relative misure di sicurezza.
Protezione dell’ambiente
Inoltre, le regole FIS contribuiscono a sensibilizzare alla protezione dell’ambiente all’interno degli impianti sciistici. Le regole sottolineano l’importanza di preservare le risorse naturali e di minimizzare l’impatto degli sport sciistici sull’ambiente. Ciò include anche il comportamento rispettoso degli sciatori nei confronti della natura e la raccolta dei propri rifiuti.

Fondamentalmente, se ogni utente delle piste si attenesse alle regole FIS, gli infortuni sarebbero evitabili. Basta una piccola disattenzione per finire coinvolti in una collisione che, spesso, porta con sé gravi conseguenze che si protraggono nel tempo.

Diversamente da un incidente della circolazione, per il quale solitamente è la legge del paese in cui ha avuto luogo l’incidente a determinare la responsabilità, per gli incidenti sulle piste da sci quest’ultima viene definita, a livello mondiale, esclusivamente secondo le regole FIS. L’ammontare delle pretese di risarcimento si basa invece sulla legge del paese di domicilio dell’avente diritto.

Riassumendo, le regole FIS sono una linea guida molto importante per tutti quelli che si dedicano a questi sport nel tempo libero. Non solo promuovono la sicurezza e il comportamento rispettoso sulle piste, ma contribuiscono a far sì che lo sci e lo snowboard continuino a essere un’esperienza positiva e sostenibile per tutti gli utenti. Attenendosi a queste regole, gli utenti contribuiscono a instaurare un’atmosfera amichevole e sicura nelle località sciistiche.

Per ulteriori informazioni, consultare il sito web della FIS.

Fonte:
https://www.fis-ski.com/inside-fis/general-fis-documents/general-regulations
https://www.suva.ch/fr-ch/download/outils-et-test/observer-les-regles-de-la-fis-sur-les-pistes—la-securite-au-rendez-vous—affiche/standard-variante

Constatazione amichevole d’incidente della circolazione


Un incidente stradale è accaduto rapidamente, purtroppo anche in vacanza. Per poter reagire di conseguenza, scopri di più sull’applicazione della dichiarazione europea di infortunio e sulle sue differenze nei paesi confinanti.

Come e quando bisogna compilare la constatazione amichevole d’incidente della circolazione?

In caso d’incidente della circolazione, è sempre consigliato compilare, insieme alla controparte coinvolta, la constatazione amichevole d’incidente della circolazione, anche chiamata constatazione amichevole. La sua compilazione viene consigliata in particolare quando le parti hanno deciso di non contattare la polizia e nessuna persona è rimasta ferita nell’incidente.

Solitamente, la constatazione amichevole è reperibile gratuitamente presso gli assicuratori veicoli a motore. Inoltre, è disponibile in diverse lingue europee e il contenuto e la struttura del modulo sono identici in tutte le lingue.

Le parti devono compilare la constatazione amichevole d’incidente della circolazione in modo chiaro e preciso. Indicando le proprie coordinate e quelle dei testimoni nonché illustrando, con un disegno, l’incidente al momento dell’urto. Sono inoltre consigliate delle fotografie dell’incidente.

La constatazione dev’essere firmata da tutte le parti coinvolte nell’incidente. La firma non è un riconoscimento di responsabilità ma conferma la veridicità dei fatti annotati e indicati nel modulo. La controparte ne riceve una copia firmata.

Perché è importante compilare la constatazione amichevole?

La constatazione amichevole è un aiuto prezioso e contiene tutte le informazioni necessarie alla liquidazione del sinistro. Permette anche di superare le barriere linguistiche, in quanto è identica in tutta Europa. Prima di ogni viaggio assicuratevi sempre di avere nel vostro veicolo la constatazione amichevole d’incidente della circolazione!

Quanta importanza viene data alla constatazione amichevole nella valutazione della responsabilità?

Nonostante in tutta Europa il modello della constatazione amichevole sia identico, la sua applicazione e l’importanza data nella valutazione della responsabilità variano a dipendenza del paese.

Ecco gli aspetti importanti riguardanti la Svizzera e i suoi paesi confinanti:

Svizzera
La constatazione amichevole d’incidente della circolazione può essere impiegata al fine di determinare la responsabilità. Ciononostante, il verbale di polizia, particolarmente consigliato in caso di feriti, avrà sempre una valenza superiore alla constatazione amichevole. L’incidente dev’essere annunciato il più presto possibile presso l’assicuratore competente.
Germania
La constatazione amichevole d’incidente della circolazione può essere compilata solo in caso d’incidente della circolazione con responsabilità chiara, senza feriti e a condizione che i veicoli coinvolti siano immatricolati in Germania. Tutte le parti coinvolte nell’incidente devono potersi identificare e non possono lasciare il luogo dell’incidente prima di aver trovato un accordo.
In tutti gli altri casi bisogna chiamare la polizia.
In seguito, il sinistro dev’essere annunciato immediatamente all’assicuratore competente, al più tardi 3 giorni dopo l’incidente.
Austria
La constatazione amichevole d’incidente della circolazione può essere compilata solo per tutti gli incidenti che presentano esclusivamente dei danni materiali. In tutti gli altri casi, la polizia dev’essere contattata.
Italia
La constatazione amichevole d’incidente della circolazione è il documento di riferimento, sia per gli incidenti con danni materiali che per gli incidenti con feriti.
Francia
La responsabilità viene valutata esclusivamente con la constatazione amichevole d’incidente della circolazione. Non vi è obbligo di segnalare l’incidente alla polizia.  La constatazione amichevole d’incidente della circolazione prevale su tutti gli altri documenti. La constatazione amichevole d’incidente della circolazione dev’essere recapitata all’assicuratore competente nei 5 giorni che seguono l’incidente.

Fonte:
nbi-ngf [En ligne]. Constat européen d’accident. Disponible : https://www.nbi-ngf.ch/fr/nvb/dokumente/europaeisches-unfallprotokoll