Come raggiungere davvero gli obiettivi in materia di salute

Migliorare la propria salute è spesso più facile a dirsi che a farsi. Le strategie di autoregolazione offrono strumenti utili per raggiungere gli obiettivi in materia di salute, nonostante le difficoltà del quotidiano.

Gli interventi e le misure per la promozione della salute fisica e mentale sono numerosi e vanno dal muoversi di più durante il lavoro agli esercizi di consapevolezza e all’imparare a dire di no. Siamo quasi sempre consapevoli dei vantaggi di queste misure e molte di loro sono scientificamente comprovate. Ma, siamo sinceri, quante di queste buone abitudini rimangono poi a lungo termine? Non è semplice come sembra! Spesso la consapevolezza degli effetti benefici non è sufficiente a modificare il nostro comportamento. La routine e le abitudini già consolidate prendono rapidamente il sopravvento. La buona notizia è che esistono strategie di autoregolazione adatte alla vita quotidiana che possono aiutare a raggiungere gli obiettivi prefissati. L’autoregolazione è un concetto ampio, definito in diversi modi nella letteratura, e comprende inoltre diversi approcci e metodi. Qui di seguito ne presentiamo alcuni particolarmente facili da adottare nella vita di tutti i giorni.

Sfruttare la propria immaginazione

Talvolta si dice: «Chi pensa in modo positivo può realizzare qualsiasi cosa»: questa idea, per quanto motivante, corrisponde solo in parte alla realtà. Secondo degli studi, fantasticare in modo puramente positivo sul futuro che si desidera ostacolerebbe addirittura il raggiungimento degli obiettivi (Oettingen & Wadden, 1991; Oettingen & Mayer, 2002). Ma perché? Sembrerebbe che, se immaginiamo il successo in modo troppo realistico, abbiamo la sensazione di averlo già raggiunto. Ciò riduce la nostra motivazione a fare qualcosa in modo attivo per ottenerlo (Kappes & Oettingen, 2011). Il metodo del contrasto mentale (Oettingen 1996, 2012, 2015) offre un’alternativa che combina la visualizzazione del raggiungimento degli obiettivi con una visione realistica degli ostacoli. In questo modo diventa chiaro che il futuro desiderato non è ancora stato raggiunto e si può valutare se l’obiettivo è realistico. La convinzione di poter superare gli ostacoli rafforza la motivazione e aumenta le possibilità di raggiungere l’obiettivo (Krott et al., 2019). L’efficacia di questo metodo di autoregolazione è stata dimostrata, tra l’altro, nello studio di Johannessen et al. (2012) al quale hanno partecipato studenti che avevano il desiderio di mangiare più sano. I partecipanti che hanno applicato la tecnica del contrasto mentale al loro desiderio hanno raggiunto i loro obiettivi con maggiore successo rispetto a chi si è limitato a fantasticare positivamente.

Ecco come applicare il metodo in tre fasi:

  1. Identificare il desiderio: quale obiettivo in materia di salute desiderate davvero raggiungere?
    Esempio: desidero dare più valore alle cose che vanno bene ed essere riconoscente per quello che ho.
  2. Immaginare il futuro: immaginate concretamente come sarebbe il vostro futuro se questo obiettivo fosse raggiunto.
    Esempio: vivo le cose positive in modo più consapevole e inizio la giornata con un atteggiamento di gratitudine.
  3. Riconoscere gli ostacoli: pensate a quali ostacoli possono intralciarvi. Fatelo in modo realistico.
    Esempio: durante il giorno manca spesso il tempo e la sera preferisco guardare la televisione o consumare media.

Elaborare piani d’azione concreti

Per superare ancora meglio gli ostacoli identificati con il contrasto mentale, il metodo può essere completato da piani se-allora (Krott et al., 2019). Numerosi studi dimostrano che i piani se-allora portano a un tasso di successo più elevato nel raggiungimento degli obiettivi (Gollwitzer & Sheeran, 2006). La combinazione di piani se-allora con il contrasto mentale è nota anche come «WOOP», ovvero «Wish», «Outcome», «Obstacle» e «Plan»: desiderio, ostacolo, risultato e piano (Krott et al., 2019).

Applicazione in due fasi

  1. Formulare dei «se»: in quale situazione posso mettere in pratica il comportamento desiderato? Quando superare un ostacolo?
    Esempio: se l’ostacolo è la mancanza di tempo la sera o il rischio di dimenticare la nuova abitudine nella routine quotidiana, si può spostarla consapevolmente al mattino: «Se la mattina ho un momento di tranquillità per bere il caffè…».
  2. Formulare «allora»: cosa desiderate fare in concreto in questo momento?
    Esempio: «… allora mi prendo due minuti per scrivere tre cose per cui sono riconoscente.»

Formulare in modo intelligente gli obiettivi

Studi come quello di Locke & Latham (2013) consigliano di formulare obiettivi precisi, poiché così aumenta la probabilità di raggiungerli effettivamente. Meno precisi sono gli obiettivi, più la probabilità di successo diminuisce. Sebbene queste conclusioni non siano nuove, metterle in pratica nella vita quotidiana non è affatto facile. Gli obiettivi SMART secondo Drucker (1977) offrono un semplice aiuto per formulare in modo ottimale i propri obiettivi. Gli obiettivi vengono così definiti specific (specifico); measurable (misurabile); achievable (raggiungibile); relevant (rilevante); time-bound (definito nel tempo)

Applicazione all’esempio

  • Specifico: la mattina, mentre bevo il caffè, scrivere tre cose per cui sono riconoscente.
  • Misurabile: ogni giorno per due minuti.
  • Raggiungibile: integrare due minuti al giorno nella mia routine quotidiana è realistico.
  • Rilevante: la riconoscenza aiuta a concentrarsi sugli aspetti positivi.
  • Definito nel tempo: inizio domani e verifico il risultato dopo quattro settimane (scrivere la data)

L’obiettivo SMART completo sarà quindi: da domani mi prendo due minuti ogni mattina mentre bevo il caffè per scrivere tre cose per cui sono riconoscente. Dopo quattro settimane (data) verifico se ho raggiunto il mio obiettivo.

Fissare consapevolmente gli obiettivi

Lo studio di Matthews (2015) ha dimostrato che il 43% dei partecipanti che hanno formulato i propri obiettivi verbalmente li ha raggiunti, contro il 76% di chi li ha anche scritti. Mettere per iscritto un obiettivo può rafforzare l’impegno, in particolare quando l’obiettivo viene letto regolarmente o vi si presta attenzione consapevolmente (Matthews, 2015).

Possibili applicazioni: si può per esempio annotare l’obiettivo su un post-it e collocarlo in modo che sia ben visibile. In alternativa, è possibile inserire un promemoria nel calendario che ci ricordi spesso l’obiettivo.

Creare condizioni ottimali all’interno dell’azienda

Oltre ai singoli individui, anche le imprese hanno una grande responsabilità per quanto riguarda la salute fisica e mentale dei propri collaboratori. La Gestione della salute in azienda (GSA) può aiutare a creare le condizioni quadro per promuovere un comportamento favorevole alla salute nella vita professionale. Il team GSA della XpertCenter SA aiuta le imprese a creare le condizioni quadro favorevoli alla salute. Ulteriori informazioni sui nostri servizi sono disponibili qui. Non esitate a contattarci.

Bibliografia

Drucker, P. F. (1977). People and Performance: The Best of Peter Drucker on Management. Harper’s College Press.

Gollwitzer, P. M., & Sheeran, P. (2006). Implementation intentions and goal achievement: A metaanalysis of effects and processes. Advances in Experimental Social Psychology, 38, 69–119.

Johannessen, K. B., Oettingen, G., & Mayer, D. (2012). Mental contrasting of a dieting wish improves self-reported health behaviour. Psychology & Health, 27, 43–58.

Kappes, H. B., & Oettingen, G. (2011). Positive fantasies about idealized futures sap energy. Journal of Experimental Social Psychology, 47, 719–729.

Krott, N. R., Marheinecke, R., & Oettingen, G. (2019). Mentale Kontrastierung und WOOP fördern Einsicht und Veränderung. In S. Rietmann & P. Deing (Hrsg.), Psychologie der Selbststeuerung (S. 187-212). Springer Fachmedien.

Locke, E., & Latham, G. (2013). New developments in goal setting and task performance. Routledge.

Matthews, G. (2007). The impact of commitment, accountability, and written goals on goal achievement. Dominican University of California.

Oettingen, G. (1996). Die Psychologie des Zukunftsdenkens: Erwartungen und Phantasien. Hogrefe

Oettingen, G. (2012). Future thought and behaviour change. European Review of Social Psychology, 23, 1–63.

Oettingen, G. (2015). Die Psychologie des Gelingens. Pattloch.

Oettingen, G., & Wadden, T. A. (1991). Expectation, fantasy, and weight loss: Is the impact of positive thinking always positive? Cognitive Therapy and Research, 15, 167–175.

Oettingen, G., & Mayer, D. (2002). The motivating function of thinking about the future: Expectations versus fantasies. Journal of Personality and Social Psychology, 83, 1198–1212.

Attività fisica in ufficio: piccoli passi, grande beneficio



«Se fossimo in grado di fornire a ogni individuo la giusta dose di nutrimento ed attività fisica, avremmo trovato la via più sicura per la salute.» – Ippocrate

Il movimento ha avuto un ruolo essenziale nella vita quotidiana fin da quando l’essere umano ha imparato a camminare: cacciatori e raccoglitori dovevano vagare nei boschi per raccogliere bacche, radici e tuberi o per inseguire un bufalo, un cavallo o altri animali. A quei tempi, il movimento era parte integrante della vita di ognuno, indipendentemente dal luogo in cui si viveva e dall’età. Soprattutto la rivoluzione industriale e il benessere hanno comportato un cambiamento delle modalità e degli ambienti di lavoro. Inoltre, i nuovi mezzi di trasporto e l’urbanizzazione hanno accorciato le distanze per procurare i beni essenziali. Questo stile di vita porta indubbiamente molti benefici, ma c’è anche un altro lato della medaglia: non ci muoviamo più, con gravi conseguenze per la salute.

L’articolo che segue intende evidenziare questi aspetti negativi e offrire soluzioni pratiche per integrare l’attività fisica nella quotidianità d’ufficio e portare l’energia e il benessere a un nuovo livello.

Conseguenze dell’inattività

L’inattività fisica causa o favorisce una serie di problematiche di salute, come il sovrappeso e l’obesità, il diabete di tipo 2, l’ipertensione e altre malattie cardiovascolari. Queste patologie sono chiamate malattie non trasmissibili (dall’inglese Non-communicable diseases, forma abbreviata MNT). A causa della sua enorme influenza su molte MNT, l’inattività fisica è al quarto posto a livello mondiale tra i fattori di rischio di morte prematura (Kohl, 2012). Anche in Svizzera sono diffuse le MNT: nell’anno 2017 ne soffrivano 2,3 milioni di persone. Non sorprende quindi che l’80% dei costi sanitari in Svizzera siano causati da MNT (52 miliardi di costi diretti nel 2011; Ufficio federale della sanità pubblica, 2024). Inoltre, le MNT sono anche la causa di decesso più frequente nella nostra società: più di 4 casi su 5 sono attribuiti a queste patologie. Sono attribuibili all’inattività fisica 2.900 morti premature all’anno e costi diretti di trattamento di 2,4 miliardi (Ufficio federale dello sport, 2013).

Basta poco esercizio fisico per aiutare a prevenire le MNT

Sicuramente non sembra facile integrare una quantità sufficiente di esercizio fisico nella nostra vita quotidiana. Trascorriamo gran parte del nostro tempo seduti davanti a uno schermo in ufficio, facendo avanti e indietro in auto o in treno e poi la sera ordinando il cibo direttamente a casa nostra. Allora perché dovremmo fare del movimento?

Per la salute e il benessere, l’organizzazione mondiale della sanità raccomanda 150-300 minuti di attività fisica a media intensità alla settimana per gli adulti, oppure 75-150 minuti ad alta intensità (cfr. ad esempio Ufficio federale dello sport, 2022). Per «media intensità» si intende un’attività in cui il cuore inizia a battere più velocemente e la respirazione si intensifica (ad esempio camminare velocemente, spostarsi in bicicletta, salire le scale). Solitamente condurre un’attività a media intensità non si suda e si riesce a conversare senza affanno. «Alta intensità» corrisponde invece a un’attività che fa sudare e rende difficile sostenere una conversazione a causa della respirazione più intensa (ad esempio ballare, giocare a calcio, nuotare). Seguendo queste raccomandazioni, è possibile ottenere benefici significativi e ridurre i rischi per la salute (ad esempio MNT).

Tuttavia, la base del principio delle ultime raccomandazioni sull’attività fisica è: qualsiasi movimento è meglio di nessun movimento, e più se ne fa meglio è. Per chi non pratica attività fisica può quindi ottenere grandi benefici con piccoli adattamenti alla propria routine quotidiana, invece di attenersi strettamente a un piano di allenamento convenzionale. Basta davvero poco: Le persone in sovrappeso possono ridurre del 20% il rischio di malattie cardiovascolari già a partire da 8 minuti di camminata veloce al giorno, in cui si inizia a sudare (Bundesministerium für Bildung und Forschung, 2019). Inoltre, bastano circa 2400 passi al giorno per ridurre la mortalità per le malattie cardiovascolari e circa 4000 passi per la mortalità in generale. E non bisogna dimenticare che concedersi brevi pause dal lavoro per praticare un po’ di attività fisica, migliora l’attenzione (Niedermeier et al., 2020) e l’umore, riducendo la sensazione di stanchezza (Bergouignan et al., 2016).

Pillole di attività fisica per chi lavora in ufficio

Per raggiungere progressivamente i propri obiettivi di benessere fisico, ecco alcune idee di facile attuazione su come rendere più attiva la routine quotidiana.

  • Spezzare i lunghi periodi di attività sedentaria: alternare la posizione seduta e quella eretta ogni 30 minuti circa. Si lavora da casa e non si dispone di un piano alto per lavorare in piedi? Basta utilizzare una scatola di cartone o un cesto della biancheria da posizionare sulla scrivania ed ecco, la vostra scrivania improvvisata è pronta.  Comunque, stare in piedi tutto il giorno non è molto comodo. Allora basta ricordarsi che la posizione migliore è sempre quella successiva! È meglio cambiare spesso la posizione di lavoro.
  • Scale invece dell’ascensore: non è una novità rivoluzionaria, ma è molto efficace: salire le scale ogni giorno riduce il rischio di sindrome metabolica (combinazione di alterato metabolismo dei carboidrati, ipertensione, alterato rapporto lipoproteico e obesità) (Whittaker et al., 2021). Fare le scale può contribuire a ridurre il peso corporeo e ad aumentare le prestazioni fisiche (Michael et al., 2021) e di conseguenza ridurre la mortalità in generale (Boreham et al., 2005).
  • Walk-and-Talk: per molti dipendenti, le numerose riunioni settimanali sono la norma. Tra queste vi sono anche gli incontri per scambiarsi opinioni che si adattano perfettamente per essere abbinati ad una breve passeggiata nel parco.  Inoltre, se si incoraggia il team a muoversi, durante questi scambi di idee, è ancora più facile fare attività fisica e i 30 minuti di esercizio al giorno sono assicurati.
  • Movimento durante le pause: per caso c’è un’ottima caffetteria a 500 metri dall’ufficio? Allora è l’occasione giusta per prendere un delizioso caffè assieme a qualcuno del team, attività fisica inclusa. I pochi minuti di tempo in più saranno ricompensati dalla carica di energia della passeggiata!
  • Suggerimento extra: procurarsi una borraccia dell’acqua più piccola, in modo da dover camminare più spesso per riempirla.

Bibliografia

Boreham, C. A. G, Kennedy R. A, Murphy M. H, Tully, M., Wallace, W. F. M., & Young, I. (2005). Training effects of short bouts of stair climbing on cardiorespiratory fitness, blood lipids, and homocysteine in sedentary young women. British Journal of Sports Medicine, 39, 590-593.

Bundesministerium für Bildung und Forschung. (2019, settembre). Sport senkt Herz-Kreislauf-Risiko – auch ohne abzunehmen. https://www.bmbf.de/bmbf/shareddocs/kurzmeldungen/de/sport-senkt-herz-kreislauf-risiko.html#searchFacets

Bergouignan, A., Legget, K.T., De Jong, N.P., Kealey, E.H., Nikolovski, J., Groppel, J.L., Jordan, C., O’Day, R., Hill, J.O., & Bessesen, D.H. (2016). Effect of frequent interruptions of prolonged sitting on self-perceived levels of energy, mood, food cravings and cognitive function. The International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, 13, Article 113.

Kohl, H. W., Craig, C. L., Lambert, E. V., Inoue, S., Alkandari, J. R., Leetongin, G., & Kahlmeier, S. (2012). The pandemic of physical inactivity: global action for public health. The Lancet380(9838), 294-305. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(12)60898-8

Michael, E., White, M. J., & Eves, F. F. (2021). Home-Based Stair Climbing as an Intervention for Disease Risk in Adult Females; A Controlled Study. International Journal of Environmental Research and Public Health, 18(2). Article 603 https://doi.org/10.3390/ijerph18020603

Niedermeier, M., Weiss, E.M., Steidl-Müller, L., Burtscher, M., & Kopp, M. (2020). Acute Effects of a Short Bout of Physical Activity on Cognitive Function in Sport Students. International Journal of Environmental Research and Public Health, Article 17.

Ufficio federale della sanità pubblica. (2024, gennaio).Malattie non trasmissibili: fatti e cifre. https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/zahlen-und-statistiken/zahlen-fakten-nichtuebertragbare-krankheiten.html

Ufficio federale dello sport UFSPO, Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, Promozione Salute Svizzera, Ufficio prevenzione infortuni UPI, SUVA, Rete svizzera Salute e Movimento hepa (2013). Movimento efficace per la salute. UFSPO 2013.

Ufficio federale dello sport UFSPO, Ufficio federale della sanità pubblica UFSP, Promozione Salute Svizzera, Ufficio prevenzione infortuni UPI e Rete svizzera Salute e Movimento hepa (2022). Raccomandazioni svizzere sull’attività fisica. Documento di base. UFSPO.

Whittaker, A. C., Eves, F. F., Carroll, D., Roseboom, T. J., Ginty, A. T., Painter, R. C., & de Rooij, S. R. (2021). Daily stair climbing is associated with decreased risk for the metabolic syndrome. BMC Public Health 21, Article 923. https://doi.org/10.1186/s12889-021-10965-9

Motivazione al lavoro: risvegliare la propria invincibile estate nel bel mezzo dell’inverno

«Nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate.» Albert Camus, 1952

Le festività sono ormai alle spalle. Alcuni hanno già tolto le decorazioni natalizie il 26 dicembre, altri le hanno tenute più a lungo per mantenere ancora un po’ di colore in questo inizio d’anno. E fra poco arriva il carnevale. Questo bisogno di celebrazioni rituali sono dei punti di riferimento che ci rassicurano (Lang, Krátký & Xygalatas, 2020). Queste occasioni non sono uguali per tutti e il periodo delle feste può essere un momento difficile. Tuttavia, abbiamo tutti bisogno di marcatori temporali e/o spirituali che ci aiutino a soddisfare il nostro bisogno di sicurezza e di appartenenza (Maslow, 1954).

Peraltro, il mondo del lavoro non si è fermato il 23 dicembre 2023. Le riunioni, le e-mail e i progetti sono in pieno svolgimento, ma la nostra mente è annebbiata. In pianura il sole scarseggia. Fa freddo. È buio e le luci natalizie sembrano già lontane. Uno studio sulle società preindustriali, in Tanzania, in Bolivia e in Namibia, dimostra che in inverno queste comunità dormono un’ora in più rispetto all’estate (Yetish et al. 2015). È infatti normale aver voglia di rimanere come dei ghiri nel proprio letto accogliente, poiché, nonostante la luce artificiale, tendiamo a dormire di più in inverno che in estate (Mattingly et al. 2021). Al ghiro che sonnecchia in noi può risultare difficile risvegliare la propria energia e la propria motivazione al lavoro in questo inizio d’anno.

Una parte della popolazione vive questo periodo invernale con difficoltà, a causa di un disturbo affettivo stagionale (SAD), o depressione invernale, che si manifesta con una mancanza di concentrazione, sonnolenza, appetenza e uno stato d’animo depresso o ansioso (Rachid et al. 2003). Gli studi dimostrano dei tassi di prevalenza diversi, a seconda del luogo e dell’età (dallo 0,4 al 10% della popolazione). Se le vostre strategie non bastano a dissipare il vostro malessere, cercate l’aiuto di un terapeuta (www.psychologie.ch). Ad ogni modo, è normale provare a volte una certa apatia durante l’inverno senza soffrire di SAD.

Come lottare dunque contro questi sintomi invernali di morale e motivazione ridotti? Consigli generali del dottor Norman Rosenthal, specialista di SAD:

  • Cercate la luce del giorno: esponetevi il più possibile alla luce del giorno o alla luce del sole quando appare.
  • Muovetevi regolarmente, possibilmente all’esterno.
  • Instaurate un ritmo di sonno regolare.
  • Pianificate (regolarmente) delle attività che vi fanno sentire bene.

E al lavoro, come stimolare la propria motivazione in inverno?

  • Instaurate dei rituali: ricordatevi che ci danno sicurezza e ci aiutano nel contempo ad andare avanti. La tazza di tè o di caffè per iniziare la giornata, fare un elenco dei compiti realistici da portare a termine quotidianamente, le pause, terminare la giornata ascoltando musica ad alto volume, ballando o passeggiando…
  • Andate a cercare la luce del giorno a mezzogiorno e lavorate vicino alle finestre. Sono anche raccomandate le lampade di luminoterapia, in particolare di mattina. 
  • Cercate il sostegno sociale dei colleghi che vi fanno sentire bene. Se lavorate a distanza, chiamate di tanto in tanto uno dei vostri colleghi per uno scambio informale.
  • Permettetevi di procrastinare: la procrastinazione ci rende più creativi, a patto che non diventi cronica (Shin & Grant, 2021). Permettersi di essere meno produttivi a beneficio della creatività può essere utile in questo inizio d’anno.

Osservare ed esplorare la propria motivazione durante il lavoro permette di capire che non è sempre uguale. La sua energia è versatile. Le fluttuazioni della nostra motivazione professionale sono assolutamente normali. Un ultimo consiglio: accettate che, a volte, attraversiamo dei periodi complicati, che il lavoro è arduo o che ci manca la voglia. In questo caso, concentratevi sulle piccole fonti di gioia nella vita di tutti i giorni.

Il nostro team di gestione della salute in azienda vi aiuta a parlare della motivazione con i vostri team e vi accompagna nell’implementazione delle misure per migliorarla. Desiderate contattarci?

Bibliografia:

Lang, M., Krátký, J., Xygalatas, D. (2020). The role of ritual behaviour in anxiety reduction: an investigation of Marathi religious practices in Mauritius. Phil. Trans. R. Soc. B

Maslow, A. H. (1954). The instinctoid nature of basic needs. Journal of Personality, 22, 326–347

Mattingly, S. & al. (2021). The effects of seasons and weather on sleep patterns measured through longitudinal multimodal sensing.NPJ digital medicine, 4(1), 76.

Rachid & al. (2003). Luminothérapie et troubles affectifs saisonniers dans la pratique clinique. Médecine & Hygiène, 61 : 1756-9

Rosenthal, N. (2015). Don’t be sad: how to beat seasonal affective disorder. The Guardian

Shin, J., & Grant, A. M. (2021). When putting work off pays off: The curvilinear relationship between procrastination and creativity. Academy of Management Journal, 64(3), 772-798.

Yetish & al. (2015). Natural Sleep and Its Seasonal Variations in Three Pre-industrial Societies. Current Biology 25, 2862–2868

Sicurezza psicologica: uno strumento per spingere i team a ottenere massime prestazioni e accelerare le innovazioni

Innovazione e creatività sono elementi importanti per il successo di un’impresa. Ma che cosa accade se collaboratrici e collaboratori non osano esprimere apertamente i propri pensieri e le proprie idee o parlare degli errori? Vengono pregiudicate prestazioni e forza innovativa del team. Ma non c’è da preoccuparsi, esiste una soluzione: la sicurezza psicologica sul posto di lavoro!

Che cosa significa «sicurezza psicologica»? Come incide sulle prestazioni e sulla soddisfazione di collaboratrici e collaboratori e in che modo i quadri dirigenti nonché le colleghe e i colleghi del team possono creare un ambiente favorevole che promuova la forza innovativa? In questo articolo risponderemo a queste domande e vi forniremo spunti preziosi su come rafforzare la sicurezza psicologica sul posto di lavoro.

Che cosa significa sicurezza psicologica?

La sicurezza psicologica descrive il livello di fiducia e sicurezza che le colleghe e i colleghi del team percepiscono quando vengono espresse verità spiacevoli, confessati degli errori o mostrate determinate vulnerabilità. In un team stabile dal punto di vista psicologico esiste una cultura positiva degli errori, che sono visti come opportunità per imparare. Inoltre, la critica è ben accetta. Ogni membro del team viene invitato e incoraggiato a esprimere la propria opinione e a chiedere aiuto senza che vengano messe in dubbio le sue capacità o conoscenze. In un team stabile sul piano psicologico ogni voce è ritenuta preziosa.

Perché la sicurezza psicologica è importante?

In un mondo caratterizzato da rapidi cambiamenti, incertezze, complessità e ambiguità, imprese e team devono continuare a svilupparsi più velocemente di prima se vogliono esistere. La sicurezza psicologica ha effetti positivi: gli errori vengono comunicati apertamente, il che permette di effettuare rapidamente miglioramenti. Si corrobora la collaborazione e vengono condivise idee potenzialmente pionieristiche per le innovazioni. Inoltre, la sicurezza psicologica sul posto di lavoro può contribuire a creare un clima di lavoro positivo e a rafforzare di conseguenza il benessere del personale.

Tre consigli pratici per promuovere continuamente la sicurezza psicologica

I tre consigli seguenti vi permettono di garantire una maggiore sicurezza psicologica nel vostro team.

Consiglio 1 – Date feedback costruttivi e improntati sulla stima: feedback e sicurezza psicologica sono strettamente correlati. Impiegando il metodo della comunicazione non violenta (CNV), sviluppato e descritto da Marshall Rosenberg, che si basa sull’osservazione, sul sentimento, sul bisogno e sulla richiesta, è possibile dare feedback costruttivi e improntati sulla stima, che si basano su fatti e non su personalismi. Un esempio: «Quando ho notato che ieri non ti sei presentato alla riunione (osservazione), mi sono preoccupato e ho provato una certa delusione (sentimenti), perché ho bisogno di affidabilità e collaborazione (bisogni). In futuro potresti avvisarmi se non puoi partecipare a una riunione (richieste)?

Questo metodo di comunicazione favorisce la fiducia, l’autenticità, la responsabilità e la trasparenza, stimolando al contempo la collaborazione e le prestazioni all’interno dei team.

Consiglio 2 – Provate a dire «Sì, e…»: un metodo per esercitare la sicurezza psicologica nella quotidianità del team è quello di dire «Sì, e…». Durante le discussioni si sente spesso pronunciare la frase «Sì, ma…», che introduce perlopiù una critica o un’obiezione. Provate a formulare la frase iniziando con «Sì, e…». Così l’obiezione verrà collegata sin dall’inizio a un’idea costruttiva, contribuendo a creare un’atmosfera positiva.

Consiglio 3 – Fate o fatevi un’iniezione di stima: la stima è un elemento importante per la sicurezza psicologica. L’iniezione di stima mira proprio a questo: in circa due minuti un membro specifico del team riceve dalle colleghe e dai colleghi feedback di apprezzamento. In questo lasso di tempo vengono dette solo cose positive. Durante il colloquio, la persona che riceve l’iniezione di stima ha il solo compito di ascoltare e, al termine, di commentare quanto sentito. L’iniezione di stima permette alle colleghe e ai colleghi del team di conoscersi meglio e di apprezzare i rispettivi punti di forza e le relative capacità.

«Psychological safety is the soil and not the seed». La sicurezza psicologica è il terreno su cui possono crescere le idee e crea i presupposti perché i semi delle idee possano germogliare.

Il Centro di competenza per la gestione della salute di XpertCenter SA vi sostiene nel vostro prezioso impegno a favore della salute del personale. Le specialiste e gli specialisti della GSA vi consigliano e vi assistono personalmente, da vicino e in modo responsabile nella creazione o nell’espansione del vostro sistema GSA. Ulteriori informazioni sui nostri servizi sono disponibili qui. Non esitate a contattarci.

Silver society: l’inarrestabile cambiamento demografico

La popolazione mondiale diventa sempre più anziana – come può contribuire la gestione della salute in azienda, per trarre il meglio da questo sviluppo?

Che l’aspettativa di vita delle persone aumenti e la popolazione mondiale sia sempre più anziana è un dato di fatto. Le ragioni sono molteplici: l’assistenza medica migliora costantemente, le persone sono più consapevoli della propria salute e il tasso di natalità continua a diminuire. Di conseguenza, il numero di anziani supera progressivamente quello dei giovani. L’Ufficio federale di statistica stima che entro il 2050 in Svizzera il numero di persone dai 65 anni in su, aumenterà dagli attuali 1,64 milioni a 2,67 milioni. Un aumento di oltre il 60 percento!

Cosa significa questo per le Aziende? In una società sempre più anziana, le imprese devono cercare di creare condizioni di lavoro interessanti per le persone in età avanzata. In questo Blog, evidenziamo perché è così importante e cosa può fare la gestione della salute in azienda (GSA) per rendere questo cambiamento demografico più positivo.

Cos’è la «silver society»?

Il termine «silver society» descrive le conseguenze dell’invecchiamento progressivo della popolazione mondiale e le numerose sfide e opportunità che ne derivano per la nostra società. Poiché le generazioni più anziane conducono una vita più attiva e sana e il loro accesso ai mezzi di comunicazione, alla formazione, alla tecnologia e alla mobilità non è mai stato così facile e personalizzabile, godono di una salute mentale e fisica senza precedenti. Spesso anche superata l’età del pensionamento. Molti senior hanno così un approccio alla vita e godono di un benessere completamente diverso rispetto alle generazioni precedenti. Alcuni studi mostrano che circa due terzi delle persone tra i 65 e gli 85 anni si sentono in media almeno dieci anni più giovani rispetto alla propria età anagrafica.

Quindi i 60 sono i nuovi 50. Nonostante oggi sempre più persone desiderino lavorare oltre l’età del pensionamento, per alcuni datori di lavoro l’età è ancora un ostacolo. Ma con l’attuale netto calo delle nascite e l’invecchiamento della società, la possibilità di reimpiego dopo l’età del pensionamento è una grande opportunità per le imprese.

Tre motivi per i datori di lavoro per mantenere collaboratori in età avanzata nella propria impresa

Contrastare la carenza di personale specializzato: nei prossimi dieci anni, 1,1 milioni di persone della generazione «baby boomer» andranno in pensione. In seguito al calo delle nascite, però, non ci sarà il ricambio generazionale necessario per colmare questa mancanza. Impiegando collaboratori in età avanzata si potrebbe far fronte a questa situazione.

Garantire il trasferimento di conoscenze: se 1,1 milioni di persone vanno in pensione, vengono a mancare conoscenze intergenerazionali e un prezioso know-how di cui i giovani dipendenti potrebbero beneficiare. Ma se vengono create condizioni di lavoro che permettono ai collaboratori senior di lavorare più a lungo, è possibile mantenere questo sapere pluriennale nell’impresa o trasferirlo ai più giovani.

Promuovere la diversità: se in un team sono rappresentate più fasce di età, la produttività e le prestazioni dei singoli collaboratori aumenta. Questo perché la diversità, in generale, favorisce l’innovazione e migliora i risultati aziendali.

Il contributo della gestione della salute in azienda per integrare meglio i collaboratori in età avanzata

  • Promuovere la salute fisica e mentale: anche se molti senior godono di una salute impeccabile, i datori di lavoro dovrebbero promuovere preventivamente e in modo duraturo la loro salute mentale e fisica con soluzioni su misura per le diverse età. Per esempio, possono essere utili formazioni sull’ergonomia o workshop di sensibilizzazione sulla motivazione o sulla collaborazione virtuale.
  • Promuovere la consapevolezza nel quotidiano: spesso i collaboratori in età avanzata sono associati a stereotipi negativi e pregiudizi. Praticando la consapevolezza è possibile allenarsi ad abbandonare un atteggiamento critico e migliorare la collaborazione tra i dipendenti di diverse età. L’allenamento di attenzione offre la base ideale.
  • Promuovere le competenze personali: il nostro mondo in continua evoluzione richiede non soltanto flessibilità mentale ma anche l’apprendimento continuo, e questo vale per tutte le generazioni. In un mondo imprenditoriale dinamico è importante che i collaboratori senior siano in grado di svolgere efficacemente le nuove mansioni e siano sempre aggiornati. Per questo può essere utile rafforzare in modo specifico le risorse personali dei singoli collaboratori. A condizione che vi sia disponibilità all’apprendimento, si possono promuovere le necessarie competenze professionali, sanitarie e di auto-competenze.

Il cambiamento è inarrestabile

La popolazione svizzera continuerà a invecchiare nei prossimi anni. Questo sviluppo non rappresenta soltanto una sfida per le casse pensioni ma anche per la salute sul posto di lavoro. È quindi indispensabile introdurre nell’impresa misure per promuovere preventivamente la salute mentale e fisica dei collaboratori, senior e non.

Job Stress Index 2022: ancora molta pressione sul posto di lavoro

Si ripercuote sulla salute e costa all’economia miliardi di franchi ogni anno: lo stress cronico sul posto di lavoro. La Fondazione Promozione Salute Svizzera ha pubblicato nuovi dati su questo fenomeno.

Il Job Stress Index misura il rapporto medio tra lo stress legato al lavoro e le risorse delle persone occupate in Svizzera. Fattori di stress possono essere ad esempio, il poco tempo a disposizioni sul lavoro e i problemi con il lavoro non organizzato bene. Mentre disporre di un buon margine di manovra e di un buon sostegno dei superiori, sono risorse che favoreggiano la salute dei dipendenti. Lo stress costa all’economia circa 6,5 miliardi di franchi all’anno. Questa è la conclusione a cui è giunta la Fondazione Promozione Salute Svizzera in uno studio rappresentativo in cui sono state intervistate 3022 persone impiegate di età compresa tra i 16 ai 65 anni.

Effetti della pandemia

Rimane stabile intorno al 30% la percentuale dei dipendenti che si trova nell’area critica in cui lo stress prevale nettamente sulle risorse. Ma per la prima volta dal 2014, il numero di persone che si sentono esauste emotivamente è salito a oltre il 30%. Sono soprattutto gli sviluppi legati alla pandemia a costituire un ulteriore appesantimento: la paura del contagio, l’isolamento sociale e l’uso più intensivo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Questi fattori hanno un impatto non solo sulla percezione dello stress, ma anche sulla salute. Sebbene Promozione Salute Svizzera dà ai datori di lavoro e ai dipendenti una buona pagella generale per quanto riguarda la gestione della pandemia, l’aumento dell’esaurimento emotivo è un segnale d’allarme che i datori di lavoro non dovrebbero ignorare.

Quali sono le conseguenze dello stress cronico

In media, i dipendenti fanno 6,5 giorni di assenza all’anno. Le persone cronicamente stressate si ammalano più spesso e sono anche meno produttive sul lavoro. Quindi vale la pena che un’azienda affronti sistematicamente questo problema nell’ambito della gestione della salute in azienda (GSA), in particolare per ridurre al minimo lo stress dei dipendenti e promuovere le loro risorse. Purtroppo, non sempre è possibile prevenire lo stress cronico. Ma con la gestione sistematica della salute in azienda, il problema viene riconosciuto più rapidamente e la persona in riguardo può essere aiutata in tempo. La GSA permette di ridurre le assenze e i costi ad esse legati fino al 25%.

I diversi strumenti della gestione della salute in azienda

Gli specialisti di XpertCenter SA consigliano e supportano le aziende nella realizzazione di un sistema di gestione della salute (GSA) specifico dell’azienda. Una prima valutazione della situazione viene effettuata attraverso colloqui con la direzione e/o il servizio del personale. Vengono quindi sviluppati pacchetti di misure adeguati: per esempio a concepire un processo ottimizzato per la gestione delle assenze, oppure l’organizzazione di un workshop ho di una formazione professionale dal vivo ho tramite videoconferenza per collaboratori e dirigenti su temi come la consapevolezza, la resilienza e la gestione sana dei confini tra lavoro e vita privata. Oppure la sensibilizzazione dei dirigenti per rinforzare la loro propensione all’apprezzamento del personale e alla promozione della salute.

Job Stress Index individuale: come un barometro

Per determinare il livello di spossatezza del personale, Promozione Salute Svizzera mette a disposizione uno strumento di indagine online. Le aziende possono confrontarsi interno della Svizzera e scoprire il potenziale economico che possono ricavare riducendo lo stress in azienda. Le specialiste e gli specialisti della gestione dello stress in azienda di XpertCenter SA sono consulenti accreditati di Promozione Salute Svizzera e aiutano nell’applicazione di questo strumento e nella valutazione dei risultati.

Investire nella salute del personale

Il Centro di competenza per la gestione della salute di XpertCenter SA vi sostiene nel vostro prezioso impegno a favore della salute del personale. Le specialiste e gli specialisti della GSA vi consigliano e vi assistono personalmente, da vicino e in modo responsabile nella realizzazione o nell’espansione del vostro sistema GSA. Qui trovate ulteriori informazioni sui nostri servizi. Non esitate a contattarci!